Ritrovare il corpo e la sessualità dopo il cancro

Chemio e radioterapia, ma anche le terapie ormonali possono causare rush cutanei, secchezza vaginale e altri disturbi che minano la vita sessuale. Ma le soluzioni ci sono a cominciare dalla scelta dei detergenti e della biancheria intima giusti e da un laser che stimola la formazione di collagene

Non solo la pelle, ma anche gli organi genitali e di conseguenza la sessualità possono risentire degli effetti che le terapie oncologiche hanno sul corpo dei pazienti. Disturbi come atrofia vaginale, incontinenza, difficoltà o impossibilità ad avere rapporti sessuali sono conseguenze frequenti del trattamento dei tumori femminili con ormonoterapia, chemioterapia e radioterapia. Ma non è una “tassa” da pagare senza nemmeno provare a combattere. Se ne è parlato nel corso della VI edizione del Board Scientifico “Il Corpo Ritrovato”, il gruppo di dermatologi che si occupa dei danni causati dalle terapie oncologiche.

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Cancro, quando le donne malate scelgono terapie meno efficaci per paura di perdere i capelli

Quando si parla di cancro la paura di perdere i capelli è così forte che spesso le donne arrivano a rifiutare delle cureoppure a scegliere quelle meno efficaci pur di non dover affrontare questo problema.

Lo svelano gli esperti che si sono confrontati nel corso dellariunione annuale del Board Scientifico Il Corpo Ritrovato aRoma. Le terapie oncologiche, in particolare la chemioterapia, possono provocare diverse reazioni fisiche nelle persone che vengono colpite e avere un impatto pesante sulla qualità della vita.

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PRENDERSI CURA DELLA CURA - 29/30 settembre 2017

I prossimi 29 e il 30 settembre si terrà a Roma presso la Residenza di Ripetta (Via di Ripetta n° 231) la VI edizione del consueto evento del  Board Scientifico “Il Corpo Ritrovato”

In questi anni, la nostra attenzione alle Tossicità Cutanee da Oncoterapia, è cresciuta e si è arricchita di una notevole casistica. Gli ambulatori dedicati che abbiamo fatto nascere  sono sempre più affollati di pazienti che chiedono il nostro aiuto. Infatti, i farmaci per la patologia oncologica che comportano tossicità cutanea sono molto più numerosi  e, se da un lato la sopravvivenza grazie ad essi è decisamente migliorata, la qualità della vita acquista sempre più un valore da difendere e  assicurare.

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VIDEO PROMO

    

"Quando la pelle diventa un guscio insopportabile"

Anche la dermatologia può contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici
Ne parla la Prof.ssa Pucci Romano su 'La Repubblica' 

Due casi di donne morte perché hanno rifiutato la chemioterapia. Mortalità e chemioterapia. L’importanza della centralità del paziente

Lettera aperta della Presidente del Board, prof.ssa Pucci Romano, sulle tematiche in questione  

 

Sono di questi giorni le notizie che ben due persone sono morte di cancro dopo aver rifiutato la chemioterapia. E quasi contemporaneamente, su una rivista prestigiosa, Lancet Oncology, è stato pubblicato uno studio sulla nocività delle cure che in alcuni ospedali inglesi avrebbe provocato la morte del 50% di alcuni pazienti: “I ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall'inizio della chemioterapia. In particolare, lo studio ha preso in esame più di 23.000 donne con cancro della mammella e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014. Entro 30 giorni sono morti 1.383 pazienti. Il tasso di mortalità a 30 giorni aumentava con l’età sia nei pazienti con cancro al seno che in quelli con tumore del polmone. La mortalità, inoltre, è stata maggiore nei pazienti che si sottoponevano per la prima volta a chemioterapia rispetto a coloro che avevano già fatto dei cicli di cura”. Questi i risultati.

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